Il credito al consumo la sua definizione e l'andamento del credito a consumo
La definizione di credito al consumo in senso stretto è gia stata descritta quando abbiamo definito quella dei prestiti al consumo che coincide con questa. Comunque, riassumento brevemente, ridiamo la definiziona di credito al consumo di wikipedia secondo la quale si intende qualsiasi attività di credito a favore di persone fisiche e famiglie con la finalità di sostenere i consumi di queste. Da questa definizione si ricava, a contrario, tutto quello che non è credito al consumo: fondamentalmente sono esclusi tutti i crediti destinati per lavorare cioè i beni o le cose strumentali a qualunque lavoro; sono esclusi altresì i mutui, tranne quelli per liquidità e qualsiasi forma di credito destinato alle società e in genere alla persona giuridica. In poche righe riposa la definizione di credito a consumo in linea che è ricalcata dalla normativa di riferimento.
Prima di accennare l'andamento del credito al consumo delineamo il suo funzionamento. I consumatori hanno accesso al credito sostanzialmente attraverso due canali: A) attraverso la erogazioni di contanti da parte di banche e società finanziarie che può avvenire in diversi modi (prestiti personali, cessioni, carte revolving, scoperto di conto, ecc.); B) tramite l'acquisto diretto di un bene o servizio presso esercenti che hanno convenzioni con società di credito al consumo talchè quest'ultime versano una tantum il prezzo all'esercizio in convenzione che poi il consumatore pagherà dilazionato.
Ora una breve analisi del andamento del credito al consumo in italia. Anzitutto, l'andamento viene statisticamente monitorato da vari osservatori, in particolare da quello dell'Assofin che è l'associazione che riunisce le sociètà che operano nel comparto del credito al consumo ed immobiliare in italia. Quest'ultimo, com'è logico, è fortemente influenzato dalla corrente recessione la quale incide sull'intero mercato del credito al consumo in modo negativo. Ma vediamo come, iniziando da un excursus degli ultimi anni, e prendendo in considerazione il primo decennio del 2000: precisamente il periodo che va dal 2001-2002 al 2008-2009 e nel quale vi è stato un vero e proprio boom del credito de quo con un incremento del 150% circa solo in italia.
Un prima battuta d'arresto o crollo, coincidente con la crisi, l'abbiamo nello scorso 2009 con il -11%, che continua ad accentuarsi nel primo semestre del 2010 a -5% e si prevede un -8% per tutto il 2010, ma, come tutte le previsioni, anche questa deve essere confermata. Quello che è sicuro è che, a livello settoriale, la peggio l'hanno avuta le auto che hanno toccato il fondo con un -15%. Si prevede una moderata ripresa nel 2011: ma si diceva la stessa cosa per il 2010 mentre invece la situazione è peggiorata. Se i consumatori se la passano male, anche gli operatori del settore non ridono: il lavoro nel credito al consumo cioè presso le società finanziarie non è fluido come una volta e lavorare presso le stesse è diventato più complesso.
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